I Serpenti

I serpenti hanno la pelle coperta di squame. La maggior parte dei serpenti utilizza le squame della pancia per muoversi. Il cranio è privo di fosse temporali, senza forame parietale; i rami della mandibola sono riuniti da un legamento molto elastico; l’osso quadrato è lungo e mobile, come pure i palatini e gli pterigoidei (condizione che permette un’ampia dilatabilità della bocca, o cinesi cranica). Nei Viperidi, quando l’animale apre la bocca abbassando la mandibola, il quadrato e, con esso, tutto l’arco pterigoideo-palatino sono spinti innanzi e l’osso traverso, premendo sul mascellare, fa ruotare quest’ultimo da dietro in avanti così che i denti del mascellare si sollevano formando con la volta palatina un angolo retto o ottuso. Quando la bocca si chiude, il mascellare ruota in senso inverso e i denti tornano nella posizione di riposo adagiandosi sul palato con la punta rivolta all’indietro. La colonna vertebrale è forte e flessibile, con vertebre proceli e costole numerose (fino a 550) e mobili, unite a mezzo di muscoli con le squame o scudi ventrali allargati (gastrostegi); questi, inclinandosi e facendo leva sul substrato, coadiuvano la locomozione dell’animale che avviene mediante ondulazioni del corpo in senso orizzontale (movimento serpentino). Il tronco è privo di arti anteriori, di cinto scapolare e, per lo più, anche degli arti posteriori e del cinto pelvico, talvolta presenti come rudimenti.Le loro palpebre sono squame trasparenti che rimangono perennemente chiuse. I serpenti mutano periodicamente la loro pelle. Diversamente da altri rettili, questa mutazione è fatta in un solo passo, come uscire da un calzino. Lo scopo della muta è la crescita delle dimensioni del serpente, quindi la muta è indispensabile per migliorare il movimento.I serpenti sono animali carnivori, si nutrono quindi di piccoli animali, compresi altri rettili e serpenti, uccelli, uova o insetti. Alcune specie sono dotate di un morso velenoso con il quale uccidono oppure paralizzano la preda prima di nutrirsene; altre invece uccidono le prede per costrizione. Questa articolazione viene definita come articolazione rettiliana e permette ai serpenti di aprire la bocca e ingoiare interamente la preda, anche se questa è di grandi dimensioni. All’interno dello stomaco hanno degli acidi che servono a sciogliere la preda, le ossa invece vengono espulse.

Per l’uomo il pericolo maggiore che deriva dai serpenti non è quello di essere mangiati, ma di essere morsi, perché alcune specie sono velenose: la diversa composizione del veleno può comportare vari sintomi per ogni morso. Il 15% circa dei serpenti possiede un veleno pericoloso per l’uomo.

I SERPENTI PIU’ VELENOSI:

Il Serpente di Mare Marrone-Olivastro

Il Serpente di Mare Elegante

Il Serpente Tigre Comune

Il Crotalo Tigre

Il Serpente tigre nero occidentale

Il Serpente di Mare col Collare

Il Taipan dell’Interno

Il Serpente di Bruno Comune

Il Serpente di Mare di Dubois

Il Serpente di Mare dal ventre Giallo

Il Taipan della costa      ecc…

Non si conosce con precisione il numero di morsi e di morti che i serpenti causano agli esseri umani, perché molte persone, soprattutto in Africa e in Asia meridionale, non si rivolgono alle strutture ospedaliere, tuttavia si stima che ogni anno ci siano da 425.000 a 1.800.000 avvelenamenti da ofidi che causano tra i 20.000 e i 94.000 morti.

In ITALIA i serpenti velenosi appartengono alla famiglia dei viperidi, il cui morso comporta un’intossicazione molto simile da specie a specie ed una sintomatologia comparabile: in primo luogo compare dolore nel punto colpito, in cui si possono riscontrare i segni lasciati dai denti veleniferi; successivamente compare una tumefazione alla quale fanno seguito sintomi generali di shock, con dolori gastrici ed intestinali, vomito e diarrea; nel caso di persone deboli quali bambini, anziani e persone debilitate, in assenza di terapie adeguate, il morso può provocare la morte.

La terapia si basa principalmente sul rallentamento dell’assorbimento del veleno e sulla somministrazione di un siero antiofidico, che dev’essere fatta in ambiente ospedaliero per non rischiare gli effetti di un possibile shock anafilattico.

Il dualismo di fascino e timore che questi animali suscitano in noi ha contribuito al diffondersi dei serpenti come animali da compagnia. Per la stabulazione di gran parte di queste specie occorre un terrario con le pareti di vetro o legno, sebbene poche necessitino di un acquario o di un acquaterrario. Tra i più diffusi figurano i colubridi, i pitoni ed i boidi.

DOVE VIVONO I SERPENTI :

Dall’equatore ai poli, dalla terra all’acqua, i serpenti vivono ovunque:
  • tra le dune del deserto, come la vipera cornuta del deserto (Ceraste cerastes);
  • sugli alberi delle foreste, come il pitone verde (Morelia viridis);
  • in ambienti d’acqua dolce, come gli individui del genere Natrix;

 

KARIM ELSAWY