Archive For 26 Gennaio 2016

Giornata della memoria-27 gennaio 2016

Le classi prima B e terza B coadiuvate dalle docenti Versace, Tamburrini, Cipollini, Ferratto e Pattelli vi invitano all’allestimento eseguito per non dimenticare l’eccidio del popolo ebraico e di altre minoranze durante la seconda guerra mondiale. La mostra è costituita da alcune sagome imprigionate nel filo spinato e altre “ancora vive” appese e in catene. Tra queste alcuni cartelli ci ricordano le leggi razziali.

Pubblichiamo alcune foto….per non dimenticare…

“L’antisemitismo non è soltanto la gioia di odiare;(…) trattando l’ebreo come un essere inferiore e pernicioso affermo che io appartengo ad un èlite (…). Di fronte all’ebreo e solo all’ebreo, l’antisemita si realizza come soggetto di diritto. (da L’antisemitismo ha bisogno dell’ebreo di J. P. Sartre.

Questa semplice mostra, costruita con immagini scarne, vuole sottolineare come atti feroci e disumani possano rendere l’uomo un “fantoccio” privo di vita e di dignità. Solo la forza, il coraggio, riescono a tenere in vita la “sagoma” dell’uomo e a farlo rinascere, spezzando le catene del dolore e della sofferenza. La “rinascita” porta con sè tanto dolore e tanta sofferenza e per noi tutti è necessario non dimenticare.

 

 

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Un altro successo di un alunno del nostro Istituto: Luca Sale

Luca Sale, alunno che frequenta la classe III A della nostra scuola media, l’I.C. Largo Dino Buzzati, ha partecipato alle partite di hockey della Coppa CONI dei giorni 24, 25, 26 e 27 settembre 2015, che si sono svolte a Lignano Sabbiadoro, sulla costa friulana. E’ partito il giorno 24 settembre alle ore 6:00 con la sua squadra e il suo allenatore Luca Dagai (in tutto nove persone) per raggiungere in pullman Lignano Sabbiadoro. Ha partecipato a 4 partite a livello nazionale, disputate dal pomeriggio del 24 settembre. Tornato a Roma domenica pomeriggio, ci ha comunicato di essere arrivato quinto. Le sue partite sono state trasmesse in diretta su YouTube e su Rai Sport.

Riccardo Sacerdoti III A

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Il fenomeno dell’immigrazione- la zattera della medusa

Con le classi terze della secondaria dell’Istituto abbiamo discusso approfonditamente sul tema dell’immigrazione. Le classi terza A e terza B hanno commentato il fenomeno tramite il quadro “la Zattera della Medusa” di Gericault, proposto dalla prof. di arte Cipollini.

Qui alcuni degli spunti più significativi

“La zattera della Medusa” di Géricault e l’immigrazione

Théodere Géricault, nato nel 1791, fu uno degli artisti più importanti del Romanticismo. La passione di Géricault per l’indagine della realtà, lo portò a occuparsi molto spesso di fatti di cronaca. S’ispirò proprio a quest’ultimi per creare alcuni dei suoi dipinti più celebri come: “La zattera della Medusa”. Tale dipinto raffigura il naufragio della nave francese Medusa, il 2 Luglio del 1816, al largo delle coste africane. In quest’episodio circa 150 persone a causa della mancanza di scialuppe, dovettero ammassarsi su una zattera. Per motivi incomprensibili, venne tagliato il cavo che permetteva il traino della zattera da parte di altre scialuppe, e così queste persone si ritrovarono ad affrontare inaudite sofferenze che portarono anche ad episodi di cannibalismo. Solo dopo 12 giorni i pochi sopravvissuti vennero salvati dalla nave Argus.  Quest’ultimi vennero  rappresentate da Géricault, come eroi possenti e combattivi facendone i protagonisti del messaggio universale sulla condizione umana in perenne bilico tra disperazione e speranza; sentimenti che esistono ancora oggi, anzi, che sono molto attuali. In quest’ultimi due anni si è sentito molto parlare dell’immigrazione da parte dei siriani e degli africani in Europa, in particolare in Italia. Anche se per ragioni totalmente differenti, gli immigrati di oggi come i passeggeri della nave Medusa dovettero superare i pericoli del mare. Nonostante ci siano delle differenze in entrambi i casi emergono i sentimenti di disperazione e speranza. Infatti vi sono anche delle analogie tra i due episodi : l’attraversamento del mare utilizzando semplici barconi e zattere, il numero dei passeggeri sproporzionale alle dimensioni di quest’ultime e la mancanza di cibo e acqua per tutti. Proprio per questo i sentimenti di paura e di sconforto (dovuti principalmente alla condizione umana di fronte alla morte e al destino avverso) dominano le due scene. Ma vi è anche il sentimento di speranza, che rimane nelle persone che fino alla fine hanno cercato la salvezza, e che sono state ritratte da Géricault come eroi imponenti e combattivi. Infatti, come dice un proverbio, la speranza è sempre l’ultima a morire.

Sara Miceli III A

Spiega i sentimenti che provi raffrontando il quadro La zattera della Medusa di Géricault alla situazione degli attuali migranti.

 

Nel quadro La zattera della Medusa, Théodore Géricault vuole utilizzare un fatto di cronaca per descrivere i drammi che la comunità umana ha dovuto affrontare negli anni e la speranza che ha sempre avuto affinché tutto finisse al meglio.

Guardando il quadro, io ripenso all’attualità, alle migliaia di migranti che pur di trovare una via di salvezza, patiscono atroci sofferenze e danno via tutti i loro averi. La speranza di questi migranti che mirando a un futuro migliore e a una vita migliore sono pronti a tutto è la stessa dei personaggi del quadro di Géricault, i quali dopo dodici giorni di mare sono ancora fiduciosi.

Considerando anche il fatto che La zattera della Medusa rappresenta un episodio di cronaca realmente accaduto, io provo tristezza all’idea che l’umanità, nonostante il passare del tempo, lo sviluppo che la società sta attraversando e il conseguente continuo miglioramento delle condizioni di vita, si trovi costantemente a dover affrontare le medesime difficoltà nel corso della storia.

Osservando la modalità con cui Géricault rappresenta i personaggi del suo quadro: sempre pieni di speranza, imponenti, forti, coraggiosi, solenni, come eroi antichi, io penso che non c’è niente da rinfacciare agli attuali migranti per il modo con cui intraprendono il viaggio più pericoloso della loro vita e che non bisogna assolutamente screditarli per questo, anzi bisognerebbe premiarli per il valore e il coraggio di cui danno prova.

Come i personaggi del quadro di Géricault e come gli attuali migranti, io spero che tutte queste terribili tragedie che si ripetono regolarmente nel corso della storia e con cui l’umanità è costretta a convivere finiscano al più presto, in modo tale da vivere in un mondo degno di essere chiamato così. E questa speranza sarà l’ultima a morire.

Riccardo Sacerdoti III A

 

 

La condizione umana in perenne bilico  tra speranza e disperazione

      ll quadro di Géricault rappresenta un evento drammatico della storie

dell’Ottocento: il naufragio della nave “Medusa” avvenuto nel 18 giugno 1816.

Géricault si era documentato sull’avvenimento, interrogando i sopravvissuti ,

facendosi costruire un modello della zattera e disegnando i cadaveri all’obitorio

Osservando il quadro percepiamo la drammaticità dell’accaduto: sulla zattera i

naufraghi erano rimasti per giorni senza bere né mangiare.

Ai giorni nostri assistiamo sfortunatamente a scene molto simili.

Il telegiornale ci informa quasi ogni giorno dei barconi carichi di migranti che

arrivano nel nostro paese.

Queste persone fuggono dalla povertà e dalla guerra affrontando un viaggio di

disperato e pericoloso.

Come nel dipinto di Géricault , questi uomini sono in parte fiduciosi di trovare una

vita migliore e in parte disperati per la perdita di una persona cara in viaggio e per

l’abbandono del proprio paese.

Questa tragedia si ripete tante volte perché gli scafisti sono senza scrupoli e

imbarcano tantissime persone, facendole pagare somme elevate.

Spesso per non farsi arrestare li abbandonano su gommoni e tantissimi muoiono

annegati.

A differenza del quadro di Géricault, in cui i naufraghi sono rappresentati come

eroi  che sfidano la forza della natura, i migranti che vediamo in televisione sono

persone in condizioni penose e che rischiano di essere rispediti indietro.

I migranti sono anche loro eroi intesi come uomini che sfidano eroicamente il

destino avverso e la morte. Nonostante il quadro sia drammatico, la vita vera lo è

ancora di più.

Andrea De Marco 3˚B

 

 

 

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Visita della Terza A agli studi di Saxa Rubra

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foto5USCITA DIDATTICA AGLI STUDI RAI DI SAXA RUBRA, ROMA.

“Gli studi RAI aprono le porte alla Scuola Largo Dino Buzzati”.

Il giorno 2 Dicembre 2015, la classe IIIA dell’Istituto Largo Dino Buzzati si è recata in visita scolastica agli studi RAI – SAXA RUBRA. Durante la giornata gli alunni sono stati accompagnati dalle insegnanti di Lettere, Matematica, dall’assistente e dal Dirigente scolastico.

Alcuni giorni prima della visita a Saxa Rubra, la giornalista Letizia Cioffarelli, nonché madre di uno degli alunni, ha tenuto una lezione alla classe riguardo al proprio mestiere ed al proprio ambito lavorativo. Durante tale lezione a scuola, gli alunni hanno potuto approfondire un aspetto in particolare delle trasmissioni televisive: i telegiornali. Il tema dell’incontro era infatti la divulgazione di informazioni, audio ed immagini, provenienti da tutto il mondo.

Dopo una mezz’ora di viaggio in pullman, tutti i partecipanti alla visita si sono diretti verso l’entrata degli studi RAI di Saxa Rubra, dove la giornalista Cioffarelli li aspettava per guidarli attraverso i corridoi di grandi e moderni edifici adibiti a studi e redazioni. Durante la visita è stato possibile, per alunni e insegnanti, conoscere personaggi noti al pubblico e poter parlare con loro di tutto ciò che riguarda la vita e il lavoro del giornalista televisivo.

Tra le persone che la classe ha avuto il piacere di incontrare Franco Di Mare. Il giornalista, parlando con gli alunni, ha raccontato di come il suo lavoro lo ha portato a vivere esperienze anche rischiose, questo durante i primi tempi in cui svolgeva il suo lavoro. Inizialmente Di Mare era infatti un inviato di guerra, che ha avuto spesso l’incarico di documentare e raccontare fatti legati ai conflitti avvenuti anni fa in Africa. Solo negli ultimi tempi il giornalista ha deciso di abbandonare i viaggi fuori dall’Europa, per continuare il suo lavoro all’interno degli studi televisivi della RAI.

Altro incontro importante è stato quello con Sonia Sarno, che all’arrivo dei visitatori aveva appena terminato la messa in onda del telegiornale delle 9:55. Nei pochi minuti in cui la giornalista ha parlato con gli alunni, loro hanno potuto apprendere alcuni trucchi messi in atto da tutti coloro che dallo studio devono informare i telespettatori. Si tratta di banali gesti che hanno lo scopo di non far capire a chi guarda il telegiornale che il giornalista sta leggendo: si inclina il viso, ma soprattutto si sbattono le ciglia. Proprio in seguito a queste informazioni, si è parlato del “gobbo”: uno schermo su cui scorrono i testi che i giornalisti in onda devono leggere e che viene azionato attraverso un pedale nascosto dalla scrivania.

Durante la giornata la classe ha potuto anche assistere a dirette di telegiornali e alla registrazione del Meteo, comprendendo dal vivo ciò che era stato spiegato in  precedenza. E’ stato inoltre possibile per il gruppo entrare nelle sale di registrazione, regia, video e suono, nelle quali si è potuto percepire la tensione che avvolge gli studi durante la messa in onda.

Altra tappa della mattinata ha riguardato Rai News, i cui locali sono stati visitati  verso la fine della mattinata e dove la classe e gli insegnanti si sono trovati in un ambiente ancora più frenetico e movimentato del precedente, data la continua messa in onda dei programmi.

Finita la visita la giornalista che aveva fatto da guida, avvalendosi anche della collaborazione dei suoi colleghi, ha salutato il gruppo che è risalito sul pullman per rientrare a scuola.

Gaia Tella, III A

 

Una uscita didattica molto soddisfacente

La classe III A entusiasta della visita agli studi RAI Saxa Rubra

 

ROMA – Il 2 dicembre 2015 la classe III A della scuola secondaria di primo grado “Istituto Comprensivo Largo Dino Buzzati” si è recata in uscita didattica agli studi RAI di Saxa Rubra. L’iniziativa è stata proposta da un genitore della classe, la signora Letizia Cioffarelli, madre di Paolo De Angelis, la quale lavora a Saxa Rubra come caposervizio della redazione del TG1 della mattina e li ha anche accompagnati nella visita.

I ragazzi hanno visitato i vari luoghi di produzione di un telegiornale: la sala montaggio, dove si montano i servizi; la sala regia, dove, durante il telegiornale, il regista dà il comando relativo a quale telecamera utilizzare; lo studio, dove il conduttore introduce i servizi e dà le notizie e la sala di redazione, dove lavorano i redattori. Ma non solo: i ragazzi sono stati presenti alla messa in onda del TG1 delle 9:55, nella sala regia, e alla registrazione del meteo nello studio apposito, subito dopo il telegiornale. I ragazzi hanno conosciuto il lavoro del montatore (colui che monta, crea i servizi nella sala montaggio), scoprendo anche il programma informatico Avid, con il quale lavora tutto lo staff del telegiornale per essere continuamente informato sulle novità relative ai servizi e al sommario dei vari telegiornali. I ragazzi hanno anche visitato i luoghi di lavoro di Rai News 24, il canale RAI dedicato alle notizie che trasmette incessantemente, ventiquattro ore su ventiquattro, in diretta. Di questo particolare canale RAI i ragazzi hanno potuto osservare in modo specifico lo studio (da dietro una vetrata), la sala di redazione e la sala regia (vedendo sempre lo staff in azione).

La settimana prima, martedì 24 novembre, gli alunni avevano assistito ad una lezione di due ore sul lavoro del giornalista, tenuta dalla signora Letizia Cioffarelli. Quando però sono andati a Saxa Rubra, i ragazzi hanno imparato nuove nozioni e hanno visto dal vivo ciò che era stato insegnato loro. Questo è stato il principale motivo per cui la visita è piaciuta molto agli alunni.

I ragazzi hanno anche potuto incontrare personalità come Franco Di Mare, conduttore di Unomattina e, in passato, inviato di guerra e Romano Ciriaci, autore di Unomattina. Il primo l’hanno incontrato davanti all’edificio dove sono collocati anche gli uffici del programma Unomattina, mentre il secondo l’hanno incontrato all’interno di essi. Franco Di Mare ha dato sfoggio del suo umorismo e della sua estroversione, raccontando ai ragazzi anche del suo lavoro. Ha anche specificato che non svolgerebbe più il lavoro passato, da inviato di guerra, per il quale ha rischiato più volte la vita, «perché c’è un tempo per tutte le cose». Con Romano Ciriaci i ragazzi hanno invece avuto un colloquio più breve, durante il quale l’autore di Unomattina ha descritto il compito del programma televisivo, il suo obiettivo.

Per quanto riguarda la merenda, le cassiere del bar di Saxa Rubra hanno gentilmente permesso ai ragazzi di usufruire dei tavoli e alcuni di essi hanno anche poi acquistato alcuni articoli in vendita.

I ragazzi sono rimasti più che soddisfatti dell’iniziativa. Per loro è stata un’esperienza unica e indimenticabile, su cui, poi, hanno anche lavorato scrivendo due temi, uno sull’uscita didattica vera e propria e uno sulla lezione in classe di Letizia Cioffarelli, ricordandosi, insieme alla professoressa di lettere Paola Ronchetti, che li aveva accompagnati, con l’aiuto delle foto, i vari termini tecnici di un telegiornale. Le fotografie sono state scattate dal dirigente scolastico Vito Triolo in persona, che ha partecipato all’uscita didattica sotto invito della professoressa Paola Ronchetti.                          Riccardo Sacerdoti, classe III A

 

 

Caro diario,

oggi ho vissuto un’esperienza didattica molto interessante e un po’ fuori dal normale: indovina un po’ dove siamo andati? A Saxa Rubra! Sì, hai capito bene! Proprio quella! Quando l’ho saputo sono rimasto esterrefatto… insomma, visitare gli studi RAI non è una cosa da tutti i giorni… E’ stata un’esperienza che mi ha svelato dei piccoli dubbi  che mi pongo quotidianamente (ad esempio vedendo il telegiornale mi chiedo come faccia il conduttore a ricordarsi ciò che deve dire e durante questa gita ho scoperto che c’è un pedale sotto la sua postazione che regola il cosiddetto gobbo, un piccolo schermo con il testo, posizionato vicino alla telecamera del regista davanti al conduttore). Il tempo è passato molto velocemente e tutta la classe è stata molto interessata alle spiegazioni degli esperti in questo determinato settore.

La struttura RAI di Saxa Rubra è immensa, con un palazzo per ogni genere di trasmissione. Noi abbiamo visitato l’edificio del TG1 e di RAI NEWS 24, tra l’altro vedendo le trasmissioni in onda di entrambi i canali, sicuramente la cosa più bella ed eccitante.

Dopo essere entrati nel grandissimo “quartier generale” di Saxa Rubra, la prima tappa è stata la sala montaggio, dove si registrano e si mettono insieme le immagini e i video per i vari servizi. L’esperto ci ha fatto notare una specie di grande sveglia presente in ogni sala di Saxa Rubra sincronizzata perfettamente con tutte le altre.

Poi la giornalista che ci ha fatto da guida, ovvero la mamma di un nostro compagno di classe, ci ha portato nelle regie audio dove gli addetti nel settore, con una serie di telecamere disposte “a mosaico” sul muro che trasmettono le varie dirette, regolano l’audio con centinaia di tasti incomprensibili. Si nota molto la tensione e la concentrazione per non commettere errori in diretta TV.

La giornalista guida ci ha portato poi nello studio ufficiale del TG1 dove, al suono assordante di una campanella che annuncia l’inizio della diretta, sarebbe iniziato il telegiornale che noi abbiamo visto dalla regia. Non appena è finita l’edizione mattutina delle 9.55 del TG1 siamo entrati nello studio dove la conduttrice, con molta disponibilità e volontà, ci ha spiegato gli oggetti necessari per il TG presenti nello studio e  vari trucchi del mestiere. Subito dopo abbiamo assistito alla registrazione del meteo, la cosa che mi ha sorpreso è stata scoprire che il conduttore della trasmissione non segue un testo ben preciso ma studia e improvvisa con ciò che ha studiato nella registrazione (ecco perché non viene trasmesso in diretta).

Siamo usciti dall’edificio e abbiamo incontrato il famosissimo giornalista Franco Di Mare, che adesso conduce ‘Uno Mattina’ e che in passato fu un inviato di guerra. Ci ha parlato di fatti accaduti durante la sua vita durante i quali ha rischiato la vita non poche volte. E’ stato molto simpatico con noi ragazzi e ci ha concesso foto e autografi. Ci siamo fermati a fare merenda per poi entrare negli studi di RAI NEWS 24, dove la regia è attaccata allo studio della diretta, separate da una vetrata, quindi entrando in regia abbiamo visto anche un pezzo della diretta ininterrotta della trasmissione.

Infine ci hanno salutato e siamo usciti dagli studi. E’ stata un’uscita molto interessante che di certo ricorderò e ringrazio la mamma di Paolo e i professori per averla resa possibile.

LEONARDO DI FOLCO IIIA

 

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Un giovedì alla RAI ci han portato,

ed il preside e la professoressa ci han accompagnato,

la mamma di Paolo, giornalista per scelta,

il suo lavoro ci ha spiegato alla svelta:

lei scrive per il telegiornale mattutino,

visto e ascoltato da ogni bambino.

Ma il telegiornale di alcuni mestieri ha bisogno.

Il primo lavoro è il giornalista,

che scrive notizie seguendo ogni pista,

con la fonte comunica per messaggio,

e invia  tutto alla sala montaggio.

Il secondo lavoro è il montatore,

che con un sistema chiamato AVIO,

mette insieme immagine e audio.

Il terzo lavoro è il conduttore,

che a dir notizie è il migliore,

sul gobbo c’è scritto cosa deve dire,

ma dagli ascoltatori non si fa scoprire.

L’ ultimo lavoro è il regista,

che decide l’angolazione della tua vista,

gridando la camera ai collaboratori,

decide anche i suoni e i colori.

Questa gita è stata divertente,

ed ora sappiamo come un giornalista si sente.

Un grande saluto anche a Franco Di Mare,

che tutta la 3°A ha fatto esultare.

 

Sofia De Tommasi

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Riccardo Sacerdoti finalista di Fantasticamente

 “Fantasticamente”

Riccardo Sacerdoti  della 3 A tra i finalisti del concorso Letterario.

L’alunno Riccardo Sacerdoti, della classe 3.A della scuola media dell’Istituto Comprensivo Statale “Largo Dino Buzzati” si è qualificato come finalista al Concorso Letterario “FantasticaMente”, organizzato da Gutenbeg#Lab nel 2015.

Ogni anno Gutenberg#Lab promuove un Concorso letterario con l’obiettivo di scoprire e promuovere opere inedite di autori italiani e stranieri, esordienti o già affermati. La tematica di quest’anno era il genere fantasy o fantascienza.

Nell’ambito dell’insegnamento e del programma di Italiano della classe terza media, il genere fantasy e fantascienza trova ampio spazio. Gli alunni  hanno studiato il genere fantascienza, hanno letto vari racconti e ne hanno prodotti alcuni. Sono stati dunque invitati a partecipare al concorso, che ha offerto un’opportunità per loro di confrontarsi con altri autori.

Riccardo Sacerdoti ha scritto “Straniero nello spazio”, arrivando tra i finalisti, ai quali è riservata la pubblicazione in un volume dei racconti.

La premiazione del concorso letterario FantasticaMente è avvenuta Lunedì 7 dicembre, alle ore 18, nella Sala Corallo presso “Più Libri Più Liberi”, presso il Palazzo dei Congressi di  Roma.

Riccardo merita tutta la nostra stima e ammirazione. Rappresenta da un lato una delle eccellenze della nostra scuola, dall’altro il risultato del lavoro di potenziamento che il nostro Istituto cura nel quotidiano lavoro di formazione degli alunni.

Bravo Riccardo!

Prof.ssa Paola Ronchetti

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